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Zibello

Posted by on 24 luglio 2012

Zibello è un paese della bassa parmense rinomato per la produzione del famoso “Culatello di Zibello”. Sembra che il toponimo derivi da “zobello”, “argine di passaggio”, a sua volta derivato dal latino “iugum” (giogo, passaggio). Il nome potrebbe anche derivare da Gibello in quanto il paese è sorge su una zona leggermente sopraelevata (Gibbo) rispetto ai terreni limitrofi.

Storia

Reperti archeologici e dati d’altra natura testimoniano l’esistenza, nel territorio di Zibello, di insediamenti d’epoca preromana e romana (ad esempio, tracce della centuriazione).

La vera e propria sua storia ha però inizio nel Medioevo, per tutta la durata del quale esso rimase legato a Cremona. Dal IX secolo almeno fino a tutto il XIV fu Pieve il centro della circoscrizione amministrativa e religiosa abbracciante, oltre l’attuale Comune di Zibello, anche i territori di Ragazzola e S. Croce.

Pieve fu infeudata, tra X e XI secolo, dal Vescovo di Cremona, alla famiglia di origine bergamasca dei da Bariano e successivamente a quella dei da Sommo, che vi dominarono poi a lungo. Essa raggiunse il massimo della sua autonomia e della sua potenza nella prima metà del secolo XIV, quando Gregorio Sommi, suo signore, mostrò di poter trattare da pari a pari col Comune di Cremona, che, nel 1330, gli riconobbe il diritto di controllo della sponda destra del Po dal Taro all’Arda.

Tre anni più tardi, però, Giovanni di Boemia ordinava la distruzione del castello di Pieve, che veniva tolta ai Sommi e ceduta ai Rossi. Da quel momento ebbe inizio il suo rapido declino, tanto che nel corso del secolo perdette il suo ruolo di “caput feudi”; ruolo che cominciò ad essere esercitato da Zibello in concomitanza col riaffermarsi della potenza dei Pallavicino.

Centro minore della circoscrizione plebana di cui s’è detto, ma già munitissima fortezza tra XII e XVI secolo, nel 1249 Zibello passò, insieme ad altre terre e castelli, tra i quali anche Busseto e Polesine, al marchese Uberto Pallavicino il Grande che ne fu investito dall’imperatore Federico II. Da allora, salvo alcuni periodi, i marchesi Pallavicino vi dominarono incontrastati. Venne ristrutturato urbanisticamente nel 1457 da Gian Francesco Pallavicino, che fece erigere una rocca, le mura – poi distrutte nel Cinquecento – e il Palazzo.

Col marchese Rolando il Magnifico (sec. XV), che provvide a riorganizzare il proprio piccolo Stato dotandolo di un corpo di leggi, detti Statuti Pallavicini, il feudo di Zibello giunse a comprendere i comunelli di S. Croce, Ragazzola e Pieve Ottoville.

Morto il marchese Rolando, Zibello toccò in eredità al suo ultimogenito, Giovan Francesco, che ne fece la capitale della sua minuscola signoria. Nel 1499 tutto l’antico oltre Po cremonese, di cui anche Zibello faceva parte, passò sotto il controllo politico e amministrativo di Parma, continuando invece a dipendere da Cremona sotto l’aspetto religioso fino al passaggio alla diocesi di Fidenza (XVII secolo).

Dal 1530 fu oggetto di un’interminabile contesa tra i Pallavicino e i Rangoni, che riuscirono a tenerlo per circa un secolo, ma che se ne curarono così poco da lasciar andare la rocca in rovina. Ancor meno se ne curarono i Pallavicino quando ne ritornarono in possesso.

Solo l’ultimo feudatario, il marchese Antonio Francesco Pallavicino (1742-1807), si impegnò a realizzare opere attestanti impegno civile e sociale e a mantenere più strette relazioni coi propri sudditi. In epoca napoleonica, con la soppressione dei feudi, divenne capoluogo di Cantone ma il suo territorio comunale fu ridotto a quello del comunello del capoluogo, con l’aggiunta del solo centro di Pieveottoville.

Luoghi d’interesse

La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Gervasio e Protasio. Costruita intorno al 1489 in stile tardo-gotico e consacrata nel 1612, fu munita di una torre nel 1675, mentre il rosone sopra il portale centrale fu realizzato all’inizio del XIX secolo. Oratorio delle Grazie. Elegante costruzione tardo-gotica in laterizio con facciata a capanna, che nel corso dei secoli ha subito molte manomissioni.

Interessante è il palazzo Pallavicino, un imponente edificio addolcito da un lungo porticato ad archi acuti che reca istoriati sui capitelli, che sormontano le colonne ottagonali del porticato, i principali avvenimenti della vita del paese dalla peste del 1630 alle varie piene del Po. Nel palazzo si trova anche l’omonimo teatro e il chiostro dell’ex convento dei domenicani.

Il convento dei domenicani venne fondato alla fine del ’400; l’edificio, di forma quadrata, conserva un bel chiostro con affreschi nelle lunette. Oggi il convento è sede di un allestimento museale dedicato alla civiltà contadina della Bassa parmense.

Cultura

Il Culatello di Zibello è uno dei prodotti D.O.P. più famosi dell’Emilia-Romagna. In novembre ospita la terza tappa della manifestazione del November Porc, “Piaceri e delizie alla Corte di Re Culatello” (www.novemberporc.it). Domenica 23 novembre, durante l’omonima manifestazione è stato prodotto uno strolghino della lunghezza di 475 metri presente nel Guinness dei primati. Tra fine Maggio ed inizio Giugno, nella storica Piazza Garibaldi si tiene la manifestazione della Festa del Culatello, uno dei più importanti avvenimenti di tutta la provincia che ospita migliaia di visitatori.

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