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Fontanellato

Posted by on 24 luglio 2012

Storia

Il territorio corrispondente all’odierna Fontanellato fu abitato già durante l’età del bronzo, come dimostrato dagli studi compiuti da Luigi Pigorini alla fine del XIX secolo. [4] Successivamente il territorio fontanellatese fu colonizzato dai Romani. Il toponimo Fontanellato deriva verosimilmente dal medioevale “Fontana Lata” (fonte estesa), con riferimento ai fontanili, sorgive naturali di pianura che si osservano ancora oggi nella Bassa parmense; lo stesso fossato d’acqua,tuttora presente intorno alla Rocca Sanvitale, è da associare a tali fenomeni sorgivi. Una massiccia bonifica avvenne poco dopo l’anno 1000 ad opera dei monaci cistercensi della poco distante abbazia di Fontevivo. A partire dal 1100, Fontanellato si viene a trovare al centro delle lotte tra i nascenti Comuni, lungo la via Emilia. Già a partire da questo periodo si ha traccia della presenza del castello. [4] Infatti, la fondazione del castello può essere fatta risalire all’anno 1124, con la costruzione della prima torre difensiva da parte dei Pallavicino. [5] Nel 1145 Fontanellato viene ceduto al Comune di Piacenza da parte di Oberto Pallavicino. Dopo una serie di passaggi intermedi, Fontanellato viene ceduto ad Antonio Sanvitale nel 1386. La famiglia Sanvitale legherà il proprio nome a quello di Fontanellato per più di cinque secoli: solo nel 1948 Giovanni Sanvitale vendette il castello all’amministrazione comunale.[6] L’ente comunale lo ha sottoposto a restauro e ne ha fatto un importante polo di attrazione turistica, promuovendo fiere, mostre e manifestazioni varie.

La rocca Sanvitale

La storia dell’edificazione della rocca Sanvitale può essere fatta risalire all’anno 1124, quando venne eretta una prima torre di difesa da parte dei Pallavicino.

A tale periodo viene fatta risalire proprio la costruzione del mastio centrale, che serve anche come porta di ingresso, oggi attraverso un ponte di pietra, originariamente attraverso un ponte levatoio.

Nel 1386 le terre di Fontanellato, con la relativa rocca, vennero cedute ai Sanvitale.

Nel 1404, il feudo venne trasformato in contea: fu in tale periodo che la rocca divenne una residenza signorile di notevole importanza.

La rocca appartenne alla famiglia Sanvitale fino al 1948, anno in cui Giovanni Sanvitale la vendette all’amministrazione comunale.

Dal Medioevo in poi la rocca venne arricchita dai Sanvitale con interventi artistici ed architettonici. Per esempio, gli interventi effettuati nel XVII secolo dall’architetto parmense Smeraldo Smeraldi sono da ritenere di una certa rilevanza.

Il teatro comunale

Il teatro comunale di Fontanellato si trova in piazzetta Verdi, poco distante dalla rocca. La storia del teatro comunale di Fontanellato inizia il 10 novembre 1856, con la donazione alla cittadinanza da parte del conte Luigi Sanvitale di uno stabile, noto come “la stalla”, che si trovava in piazzale della Concia, oggi diventato appunto piazzetta Verdi. La donazione avvenne con lo scopo di trasformare lo stabile in un teatro. Solo nel 1864 si diede il via ai lavori, su progetto di Pancrazio Soncini; i lavori terminarono nel 1866. Il teatro si presenta con una platea e due ordini di palchi, potendo ospitare circa trecento spettatori. Nel 1908, durante il periodo degli scioperi agrari, il teatro fu utilizzato come stalla; solo nel 1910 il teatro riprese a funzionare. Da questo periodo, fino al 1949, inizia una lenta decadenza, con il tentativo di trasformazione in cinematografo. Tale trasformazione fu bloccata dal sindaco Pompeo Piazza, che poi nel 1967 si adoperò per il restauro del teatro comunale, tuttora conservato ed esempio di “teatro minore” della seconda metà dell’Ottocento.

La chiesa di Santa Croce

La chiesa di Santa Croce è attualmente la chiesa parrocchiale di Fontanellato e si trova sul lato sud della rocca. La chiesa è stata restaurata nel 1912 e conserva nella sagrestia un pregevole arredo ligneo risalente al seicento.

L’oratorio dell’Assunta

L’oratorio dell’Assunta si trova sul lato sud-ovest della rocca; fu edificato nella posizione di una preesistente maestà e completato nell’anno 1572 su committenza di Girolama Farnese. Fu riedificato nell’anno 1720: l’architettura attuale risale proprio a questa ricostruzione settecentesca, affidata presumibilmente ad Adalberto della Nave. Le decorazioni interne, eseguite nel 1790, sono attribuite ad Antonio Bresciani.

Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario

Nel 1512 Veronica da Correggio, vedova di Giacomo Antonio Sanvitale, fondò nel paese, che deteneva in feudo con il titolo comitale, un convento di domenicani. La chiesa del convento venne edificata sopra il trecentesco oratorio di San Giuseppe, presso il castello. Il convento subì saccheggi nel 1521 da parte delle truppe del Sacro Romano Impero che avevanno occupato il ducato di Parma, e fu restaurato nel 1531. Nuovamente demolito per costruire nuove fortificazioni contro il ducato di Milano nel 1543, fu ancora ricostruito nel 1552, insieme alla chiesa, ancora dedicata a San Giuseppe.

Una confraternita dedicata alla Madonna del Rosario, con propria cappella, venne istituita nella chiesa conventuale nella seconda metà del XVI secolo. Nel 1615 fu realizzata la statua in legno da porre sopra l’altare della cappella, che ottenne negli anni successivi fama di essere miracolosa[2]. Durante una nuova guerra tra i ducati di Parma e di Milano la statua fu trasferita nel convento di San Pietro martire a Parma, da dove venne riportata a Fontanellato nel 1637.

Nel 1641 fu avviata la costruzione di una nuova chiesa più ampia, inaugurata il 18 agosto del 1660, con l’incoronazione della statua ad opera del vescovo di Fidenza. La facciata venne completata nel 1680. Nel 1672 iniziò anche la costruzione di un nuovo convento.

Il duca Ferdinando I nel 1769 tolse il santuario ai domenicani, ai quali fu poi riaffidato nel 1775. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone I nel 1805 il convento divenne sede della scuola delle suore Figlie della Carità, femminile, e della scuola maschile di Santo Stefano che aveva preso il nome di “Corpo dell’industria”.

Nel 1816 la duchessa di Parma Maria Luisa d’Asburgo-Lorena concesse il convento alle monache di clausura domenicane del convento di Colorno. Il convento venne restaurato nel 1822 e la chiesa nel 1858-1860. Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1866 l’edificio del convento passò al comune, dal quale venne riacquistato dai domenicani nel 1879.

Nel 1913-1920 una nuova monumentale facciata in stile neobarocco sostituì, su disegno dell’architetto Lamberto Cusani quella più antica, affiancata da un nuovo orfanotrofio, inaugurato nel 1925. Nello stesso anno venne sistemata davanti alla facciata una statua bronzea del cardinale Alessandro Ferrari, opera dello scultore Amleto Cataldi.

L’orfanotrofio venne requisito durante la guerra ed adibito a prigione, scuola ufficiali e infine bombardato dagli Alleati, riaperto nel 1948 e chiuso nel 1982.

Nel 1965 è stato aperto un viale d’accesso al santuario, affiancato da un portico, e nel 1978 il convento è stato dotato di un chiostro interno.

La chiesa presenta una pianta a croce latina, con navata unica, con quattro cappelle per lato e transetto e coro di ampiezza limitata. Il presbiterio coperto da una cupola, ospita l’altare maggiore con l’edicola dove è collocata la statua. L’altare è preceduto da una balaustra marmorea tardo-seicentesca donata dal conte Alessandro Sanvitale insieme alla pavimentazione marmorea del presbiterio nel 1684.

Sull’arco di trionfo che separa presbiterio e navata sono collocate quindici quadri raffiguranti i misteri del Rosario. Sulla volta della navata sono affrescati scene con la Madonna del Rosario e frati domenicani, opera di Pietro Rubini (prima del 1731)

I dipinti per gli altari di sette delle cappelle e un Crocifisso ligneo per l’ottava furono realizzati nel 1663. Tondi dipinti settecenteschi con le immagini dei miracoli della Madonna di Fontanellato, ancora opera di Pietro Rubini, furono in seguito aggiunti sulle pareti laterali delle cappelle. Gli altari delle cappelle in scagliola policroma sono del 1701.

Sulla controfacciata venne collocato nel 1699 un organo, sottoposto ad un radicale rifacimento nel 1900 e ad un restauro nel 1986-1987. L’organo è tuttora utilizzato per concerti gratuiti o di beneficenza.

La facciata del 1680 ospitava quattro statue in marmo (San Domenico, San Giuseppe, Santa Rosa da Lima e San Ludovico Bertrando)

Sopra il portale centrale un’iscrizione seicentesca ricorda come l’erezione della chiesa fosse avvenuta grazie alle elemosine dei fedeli.

Nel santuario inoltre, nella galleria delle grazie ricevute, si conservano un gran numero di ex voto offerti dai fedeli fin dal XVII secolo.

Dal 1699, il Santuario ospita uno storico organo a canne, con due tastiere, pedaliera e svariati registri. Sul maestoso strumento, vi vengono eseguiti concerti e messe solenni. Il repertorio dei concerti, varia da Gabrieli a Monteverdi, fino a Mozart.

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