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Castell’Arquato (PC)

Posted by on 24 luglio 2012

Castell’Arquato è un comune della provincia di Piacenza.

Strategicamente situato sulle prime alture della val d’Arda, il borgo medioevale è arroccato lungo la collina e domina il passaggio. Il centro storico resta sviluppato sulla riva sinistra del torrente Arda. Dista circa 30 km da Piacenza, capoluogo provinciale, 42 km da Cremona e 45 km da Parma.

Il borgo è costruito secondo la struttura dei borghi medioevali e non ha subito negli anni modifiche degne di nota. È città d’arte.

Castell’Arquato si trova sui Colli Piacentini, zona DOC per la produzione dei vini, tra cui il Gutturnio, la Bonarda, la Barbera e l’Ortrugo, oltre al Monterosso, vino tipico del luogo.

Il centro monumentale di Castell’Arquato è rappresentato dalla piazza nella parte alta del paese. L’ampia area è dominata la Rocca.

La Rocca Viscontea

La rocca, su fondazioni precedenti, era la sede della guarnigione militare ed è costituita da un impianto planimetrico quadrangolare con quattro torri quadrate poste ai vertici e circondata da un fossato solcato da due ingressi; accanto vi domina il mastio. Torri e cortine sono rigorosamente a filo, cioè prive di apparato a sporgere, non fu infatti adeguata a nuove tecniche di difesa. Il Mastio, o torre principale, non è a caso l’unica articolata su quattro lati, a differenza delle altre “a scudo”, ossia su tre lati per permettere il controllo della guarnigione. La rocca, ancora conservata nella sua immagine di cortine-recinto, ospita il museo di vita medioevale.

Il Palazzo del Podestà

La costruzione di questo edificio fu voluta da Alberto Scoto nel 1292. Il Palazzo fu successivamente sede del governo del Podestà e abitazione del conte di Santa Fiora; dalla fine del ’500 fino al 1850 fu sede della pretura. La parte duecentesca dell’edificio, interamente realizzato con mattoni in cotto, è il blocco di tre piani costellato da merli a coda di rondine. La scala, i pilastrini e la tettoia esterna sono aggiunte quattrocentesche. In mezzo alle finestre è affrescato lo stemma della COMMUNITAS CASTRI ARQUATI con due leoni controrampanti e un castello merlato. Verso il lato corto dell’edificio si trova la Loggia dei Notari, oggi sede dell’Ufficio Informazioni Turistiche, sormontata da una loggetta ad angolo detta “delle grida” perché da qui venivano proclamati gli editti comunali. Una torre con due orologi, uno affacciato alla piazza e uno al borgo, sovrasta il tutto. All’interno, nella grande sala consigliare, è possibile ammirare il soffitto a cassettoni completamente dipinto. Il Palazzo del Podestà non è solitamente aperto al pubblico, ma è spesso sede di mostre (pittura,scultura, fotografia, presepi).

Il Torrione Farnese

Fatto erigere tra il 1527 e il 1535 da Bosia II di santa Fiora, fu ultimato nel 1570 da Sforza Sforza. Realizzato in cotto, è un iponente edificio a pianta quadrata con quattro baluardi agli angoli, che fungeva da avamposto contro le armate nemiche. Alto 20 m, all’interno presenta cinque livelli, costituiti da una stanza quadrata per piano e collegati da una spettacolare scala elicoidale, che riporta agli schemi architettonici di Michelangelo e del Vignola. Attualmente è sede della Scuola d’Arme Gens Innominabilis di Castell’Arquato, che si dedica allo studio e alla pratica delle tecniche di combattimento medievali. Al secondo piano, arredato come una sala riunioni-conviviale dei cavalieri, si trova un camino del Cinquencento.

La Porta di Sasso

La Porta di Sasso, o Porta Sotana, segna l’uscita del borgo in direzione Lugagnano – Vernasca. È una delle quattro porte del paese, di certo la meglio conservata. Si tratta di una costruzione in pietra e mattoni, con un arco a tutto sesto al di sopra del quale si ergono cinque merli a coda di rondine.

L’Ospedale di S.Spirito (ora museo)

A pochi passi dalla Piazza del Municipio, scendendo una scalinata, si trova l’antico Ospedale o Ospitale di Santo Spirito, documentato come ente già nel 1272. Poiché Castell’Arquato sorgeva su una delle varianti della famosa Via Francigena, che da Canterbury conduceva a Roma, era necessario che avesse un luogo deputato all’ospitalità dei pellegrini, che qui potevano pernottare e rifocillarsi. L’importanza di questo edificio, all’interno del tessuto urbano, è dichiarata dalla sua grande mole, sviluppata su più livelli. Oggi ospita le collezioni del Museo Geologico G. Cortesi

Il Palazzo del Duca

Fu costruito nel 1292 da Alberto Scoto come Palazzo di Giustizia, ma deve la sua denominazione al fatto che fu, nella prima metà del Seicento, la residenza dei duchi Sforza. Al di sotto del Palazzo si trovano le Fontane del Duca con otto bocche in bronzo a forma di testa di animale. Di fianco alle cannelle c’era una lavatoio dove le donne potevano fare il bagno ai bambini e fare il bucato, mentre era proibito portare gli animali ad abbeverarsi per non deturpare la purezza dell’acqua.

Collegiata di Castell’Arquato

La Collegiata di Castell’Arquato risale al VIII secolo, precisamente al 756 e 758, e le notizie riferiscono di una chiesa, tra le più antiche del territorio piacentino, con funzione di Pieve battesimale. Un edificio completamente ricostruito dopo il terremoto del 1117 e consacrato nel 1122.

La facciata dà su quella che fino alla metà del XIV secolo doveva essere la piazza del borgo. La pietra arenaria, con profilo a salienti scandito da quattro paraste, rivela un portale, una piccolissima bifora, un’apertura a forma di croce sulla sommità e una teoria di archetti in pietra che seguono l’andamento del tetto. Il lato sinistro il “Portico del Paradiso”, della seconda metà del XIV secolo. Originariamente posto sulla facciata, è una delle opere romaniche più interessanti della regione.

Di particolare interesse sono le quattro absidi, rivolte a est, verso la piazza monumentale, con un gioco volumetrico che si contrappone al tetto a capanna della chiesa e al minuto campanile quadrato. L’interno presenta capitelli figurati e sculture romaniche del XII secolo, e affreschi, tra i quali il ciclo dedicato a Santa Caterina, nell’omonima cappella.

Di particolare interesse architettonico è il piccolo chiostro della fine del XIII secolo, attraverso il quale si giunge al Museo della Collegiata.

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